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Carlo Acutis e Pier Giorgio Frassati: due giovani santi insieme
La canonizzazione di Carlo Acutis, il giovane milanese proclamato beato il 10 ottobre 2020, era stata inizialmente fissata per il 27 aprile 2025, Domenica della Divina Misericordia, durante il Giubileo degli Adolescenti. La celebrazione però non si è svolta: la morte di Papa Francesco, il 21 aprile 2025, ha portato infatti la Santa Sede a sospendere il rito, rimandandolo a data da destinarsi.
La nuova data è arrivata il 13 giugno 2025, nel primo concistoro del pontificato di Papa Leone XIV, che ha annunciato la canonizzazione di Acutis per il 7 settembre 2025, insieme a quella del Beato Pier Giorgio Frassati. Due figure diverse, ma unite da una stessa, luminosa testimonianza di fede.
L’Eucaristia come cuore della vita
Il filo rosso che lega Acutis e Frassati è l’amore per l’Eucaristia. Frassati, giovane torinese dei primi del ’900, non iniziava la giornata senza la Messa. Carlo, nato nel 1991, ripeteva che la Comunione quotidiana era la sua “autostrada per il Cielo”. Per entrambi, l’incontro con Gesù sacramentato era la sorgente di forza e di coraggio.
Una carità vissuta senza misura
Non solo preghiera. La loro fede si traduceva in gesti concreti. Frassati percorreva le strade di Torino donando denaro, medicine e persino i propri vestiti ai poveri. Acutis destinava la sua paghetta ai senzatetto e agli immigrati, offrendo anche le sue competenze informatiche a chi ne aveva bisogno. Per tutti e due, la carità era uno stile di vita, non un gesto sporadico.
Rosario in tasca, Maria nel cuore
Accanto all’Eucaristia, entrambi coltivarono una profonda devozione mariana. Frassati portava sempre con sé il Rosario, che chiamava il suo “testamento spirituale”. Carlo lo recitava ogni giorno, consacrandosi al Cuore Immacolato di Maria. Due ragazzi innamorati della Madre, certi che affidarsi a lei fosse la via più sicura per restare vicini a Dio.
Giovani normali, santi straordinari
Frassati e Acutis non si chiusero mai in un mondo a parte. Erano giovani normali, con passioni e interessi. Frassati amava la montagna e lo sport, oltre all’impegno nelle associazioni cattoliche. Carlo amava i videogiochi, i computer, la compagnia degli amici. Nella loro quotidianità semplice hanno saputo però guardare oltre, orientando ogni cosa al Vangelo.
Una santità giovane per il nostro tempo
Entrambi morirono giovanissimi – Frassati a 24 anni per poliomielite fulminante, Carlo a 15 per leucemia – ma hanno lasciato un segno che continua a parlare ai giovani di oggi. La loro canonizzazione comune, il 7 settembre 2025, li consegna definitivamente alla Chiesa universale come modelli di santità “giovane”: ordinaria, concreta, gioiosa.